La firma della parte economica del CCNL 2025-2027 rappresenta un risultato importante, ottenuto con tempi più rapidi rispetto ai precedenti rinnovi e capace di garantire aumenti certi: mediamente 140 euro dal 2027, con incrementi tra 110 e 185 euro per i docenti e 800 euro medi di arretrati per il 2025-26 con l’una tantum di 110 euro per il personale ata”: a dichiararlo è Elvira Serafini, segretario generale dello Snals Confsal.
Nelle università gli aumenti vanno da 95 a 150 euro mensili; negli Enti di ricerca crescono in modo più marcato, fino a oltre 460 euro per i profili apicali. Nell’Afam gli incrementi arrivano a 222 euro per le elevate professionalità, con aumenti proporzionati all’anzianità per funzionari, assistenti e operatori. Positiva la scelta di destinare quasi tutte le risorse alla retribuzione tabellare, che assicura stabilità e riconoscimento professionale.
Ma per lo Snals-Confsal questo non basta. Il divario retributivo che penalizza scuola, università, afam e ricerca rispetto agli altri comparti della PA resta evidente e non può essere ignorato. Servono scelte politiche più coraggiose e investimenti strutturali: almeno 1,5 miliardi annui aggiuntivi per colmare il gap salariale, introdurre indennità adeguate alle responsabilità crescenti, valorizzare ATA, DSGA e figure di sistema, estendere i buoni pasto e sostenere percorsi di crescita professionale reali.
La firma di oggi apre una fase decisiva. Nella parte normativa lo Snals-Confsal porterà con determinazione proposte su organizzazione del lavoro, carichi professionali, welfare e riconoscimento delle competenze, chiedendo un contratto che metta finalmente al centro chi garantisce ogni giorno il funzionamento della scuola, dell’università, dell’afam e della ricerca.
Con serietà e fermezza, lo Snals-Confsal continuerà a difendere il valore del personale del comparto, chiedendo alla politica un impegno all’altezza delle sfide del Paese.

